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Prevenzione

La figura dell'andrologo è di importanza chiave sia per la salute della coppia che del maschio singolo, ma purtroppo è ancora oggi poco conosciuta e sottovalutata, in particolare rispetto a quella del ginecologo. La visita andrologica, anche senza l'ecografia o gli esami del sangue, risulta estremamente utile ed informativa. L’andrologo può infatti individuare, già dalla semplice valutazione obiettiva del paziente (cioè solo con le mani), patologie importanti e frequenti nei giovani, come il cancro del testicolo o condizioni che mettono a rischio la fertilità. Nel maschio adulto, l'esplorazione rettale con la palpazione della prostata è ancora più utile degli esami del sangue per la diagnosi del tumore della prostata, frequente almeno quanto quello della mammella, per cui tutte le donne si sottopongono di routine a visite ed esami. È importante quindi sensibilizzare la popolazione maschile sulle problematiche legate alla sessualità, alla fertilità e alla prevenzione oncologica, e diffondere una maggiore consapevolezza dell'importanza di recarsi regolarmente dall'andrologo per prendersi cura della propria salute. Noi medici e ricercatori della Andrological Science Olus vi invitiamo a sostenere oggi la ricerca e la prevenzione andrologica. Un semplice consulto andrologico permette di battere sul tempo disturbi che, in futuro, potrebbero incidere sulla vita e sulla felicità, non solo dell'individuo di sesso maschile, ma anche della coppia!

Le malattie sessualmente trasmesse (MST)

Ogni anno nel mondo si contano circa 300 milioni di nuovi casi di MST e un caso su tre riguarda i giovani sotto i 25 anni. Le MST sono provocate da agenti patogeni infettivi di varia natura, rappresentati principalmente da batteri, virus e miceti. Questi patogeni si trasmettono attraverso le secrezioni e i fluidi biologici, come il sangue e lo sperma e le secrezioni genitali, e riconoscono pertanto nei rapporti sessuali di qualsiasi tipo, vaginali, anali e orali, una delle principali vie di contagio. Molte trasmissioni possono avvenire mediante il sangue, attraverso abrasioni o ferite della cute, o semplicemente mediante il contatto con la cute dei soggetti infetti. Le MST manifestano uno spettro di gravità estremamente variabile, in relazione all’agente eziologico e alla precocità della dagnosi, dalla comparsa di secrezioni uretrali, prurito, bruciore, dolore associato alla minzione o durante il coito, piccole ulcere, lacerazioni o lesioni bollose sul pene o sulla zona perianale. La protezione dei rapporti sessuali mediante l’utilizzo del preservativo, il principale contraccettivo di barriera, rappresenta una valida metodica per evitare il contagio. Nel mondo occidentale le MST possono essere efficacemente curate, ma alcune di esse, come l’infezione da HIV che dà orgine alla sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) hanno conseguenze molto gravi sulla salute generale. Le principali MST sono rappresentate, oltre all’infezione da HIV, dalla infezione da Chlamydia, dalla condilomatosi genitale e orale da Papilloma virus (HPV), dall’herpes genitale, dalla candidosi, dalla gonorrea, dalla sifilide (rara nei paesi sviluppati ma in crescita in seguito all’immigrazione dai paesi nordafricani), e dalla tricomoniasi. Nonostante i successi terapeutici nella maggioranze di esse risulta determinante la diagnosi e il trattamento precoce in quanto alcune di esse possono essere associate ad infertilità o, nei casi più gravi come come le epatiti o il papilloma virus, a sviluppo di neoplasie.

Il tumore al testicolo

Il tumore al testicolo è la neoplasia più frequente in età giovanile, colpendo principalmente soggetti tra i 15 e i 35 anni. Alcune condizioni possono predisporre alla comparsa di questo tumore, ad esempio la familiarità (avere un fratello o il padre che ha avuto questa malattia), il criptorchidismo (avere o aver avuto un testicolo che non è correttamente sceso dall’addome nello scroto) oppure un precedente tumore testicolare. Spesso però il tumore del testicolo può presentarsi senza nessuna particolare condizione predisponente. La diagnosi precoce è molto importante, in quanto permette di guarire dalla malattia impiegando le terapie meno gravose e permettendo la maggiore probabilità di mantenere la fertilità. Il ruolo fondamentale nella diagnosi precoce del tumore del testicolo è giocato proprio da te! Tu sei il primo a poterti accorgere che qualcosa non va. E’ importante imparare a fare una periodica palpazione dei testicoli. Se senti una massa dura, non dolente, non esitare a rivolgerti al medico! Un semplice gesto può cambiarti la vita.

Il tumore alla prostata

Il tumore della prostata è la neoplasia maligna più frequente nella popolazione maschile italiana e la terza causa di morte per tumore nel maschio. Si manifesta più frequentemente dopo i 50 anni e il rischio di insorgenza aumenta con l'età. Il tumore della prostata non dà sintomi, fino alle fasi più avanzate di malattia. Per fare una diagnosi precoce è importante che dopo i 50 anni gli uomini vengano controllati dal medico con la palpazione della prostata tramite esplorazione rettale, con il dosaggio del PSA e con l’ecografia prostatica. La palpazione di un nodulo prostatico, un eccessivo e rapido aumento del PSA e un’immagine ecografica caratteristica devono porre il sospetto di tumore della prostata, la cui diagnosi dovrà essere accertata con ulteriori indagini. La diagnosi precoce è fondamentale perché cambia il destino del malato, infatti un tumore scoperto in fase precoce può essere completamente guarito. Non indugiare, rivolgiti all’andrologo: pochi semplici esami possono fare la differenza!

Infertilità

Con il termine dell'obbligo della visita di leva e' venuta a mancare un'importante occasione per il giovane maschio di valutazione dei genitali dopo l'età pediatrica.

Spesso il maschio si rivolge all'andrologo solo quando i figli non arrivano o quando ha un dolore acuto dei testicoli o un'improvvisa alterazione cutanea del pene. frequentemente riferisce di non avere mai eseguito visite andrologiche. Questo è ancora più rilevante se si considera che 1) le coppie iniziano un percorso diagnostico per la fertilità in età sempre più avanzata, il che significa che per molti anni un maschio non ha eseguito controlli dei genitali e dello stato di fertilità ; 2) che al contrario dell'uomo la donna si sottopone a controlli periodici dell'area genitale e del sistema riproduttivo fin dalla giovane età. È invece importante far passare il messaggio che l'uomo, come la donna , dovrebbe eseguire controlli periodici dopo l'età pediatrica , sia in relazione all'aumentato rischio di tumore del testicolo tra i 15 e i 35 anni ( vedi sezione prevenzione tumore testicolare), sia per identificare precocemente alcuni fattori di rischio per la fertilità futura. Ma quali sono i fattori di rischio per la futura fertilità ? È importante identificare precocemente la presenza di fattori che agiscono negativamente sulla fertilità maschile, eseguendo una storia clinica e medica e una visita mirata. E' utile indagare e mettere al corrente il giovane maschio dei possibili effetti negativi sulla fertilità di alcune malattie, esposizione a fattori quali pesticidi , solventi, derivati del petrolio, alte temperature, radiazioni, chemio e radioterapia , fumo, stupefacenti, anabolizzanti, alcuni farmaci.

E' utile indagare:

  • se il giovane ha scarsa peluria o scarsa barba e se questa si è ridotta nel tempo, aspetti che possono sottendere un problema ormonale ( basso testosterone;
  • se riferisce uno scarso volume dell'eiaculato, che può sottendere un problema ormonale ( basso testosterone) o una ostruzione al passaggio del seme , fino a malattie genetiche ( forme lievi di fibrosi cistica);
  • il volume testicolare, che quanto più piccolo quanto meno produce spermatozoi e che, se molto ridotto, puo' sottendere malattie genetiche causa di infertilità o problemi ormonali;
  • noduli testicolari duri, che possono orientare per tumori del testicolo , che di per se' può avere effetto negativo sui parametri seminali e che deve essere operato, portando ad avere un solo testicolo e spesso a chemio e radioterapia che possono peggiorare la qualità del seme ;
  • la posizione del testicolo , che se non  presente nel sacco scrotale ma palpabile più in alto, nel canale inguinale, o talora non palpabile ( criptorchidismo) , deve essere riportato nello scroto con terapia medica o chirurgica per meglio controllare il rischio di sviluppare tumori e ridurre l'impatto negativo sulla produzione di spermatozoi;
  • Il varicocele , una vena dilatata del testicolo, che è un possibile cofattore di infertilità, anche se oggi molto dibattuto;
  • gli epididimi, che quando molto dilatati possono far sospettare una ostruzione a valle o una pregressa infiammazione;
  • i dotti deferenti, i tubicini che potano gli spermatozoi dalla sede di produzione, il testicolo, verso la prostata per poi uscire dal pene: l'assenza di uno o di entrambi può sottendere sindromi complesse ( ed associazione con agenesia renale ) o malattie genetiche ( live fibrosi cistica);
  • la prostata, che se ridotta può far supporre problemi ormonali ( basso testosterone)
  • le mammelle: se la ghiandola mammaria e' palpabile e ingrossata bel maschio si può supporre un tumore testicolare .

La prevenzione in relazione alla fertilità del maschio consiste pertanto nell' informazione su questi aspetti e nel sottoporsi a visite di controllo andrologiche così come fanno le donne col ginecologo, per identificare precocemente i fattori di rischio, rimuoverli se possibile, e impostare un programma terapeutico per il momento in cui si vorranno figli.

 

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